21/03/2006

ci siamo spostati qui:


http://www.lobodilattice.com








scrive sileno alle 23:18 | link | commenti


14/03/2006
MILANO A BASSA VOCE

"Il suo modo di parlare è davvero noioso, mi aspettavo altro
dall'estetica”.

" è solo perchè ti sei permessa il lusso di idealizzarla,
la realtà è sempre riconducibile al mero nozionismo"

Lo disse come se fosse la cosa più scontata che si potesse dire.
Anche se non partecipava a quella conversazione.
Una frase a bassa voce sentita per caso dalla vicina di banco.
Non poteva resistere.
Poi riprese a disegnare sul suo quaderno d'appunti.
Illustrazioni curiose.
Giulia spostava gli occhi senza muovere la testa per non farsi notare
cercava di sbirciare quel lavoro che improvvisamente scoprì più affascinante
della lezione stessa.
Più affascinante delle persone sedute attorno.
Più affascinante della Madonna d’oro fuori dalla finestra.

quaderno d'appunti_centro del mondo.

Un poeta.
Lo pensò distrattamente.  Nah esistono ancora i poeti!?
E’ più uno stato mentale, un modo di porsi..

“A me piace scrivere”

Alzò gli occhi dal centro del mondo, la guardò.  Labbro appuntito, occhio vispo.
Una lucina nella pupilla sinistra.

Disse:
-“uno scorpione mi abbracciava con polsi come colli di giraffa,
ogni volta che pronunciava la parola poesia il suo veleno mi contaminava più profondamente.
Vuoi forse avvelenarmi?-

Quando due individui si conoscono, le variabili in atto sono infinite.
Il successo di una nuova relazione sta tutto nell’imprinting,
Quell’immagine iniziale sarà sempre presente anche a relazione  matura.
Il filtro d’amore.
La passione.
Qualcosa che durerà e si accenderà finchè sarà assente.


L’Ora di Religione

Galatea soffre
Galatea est seulement
une femme.

Anno è morto
obeso

rimpinzato di giorni inutili
chiusi da cerniere di sabati azzurri
domeniche rosse

umano quanto:

debolezza
ipocrisia
inganno
tradimento
abbandono
gelosia
privazione

passione,

nostri angoli sporchi_

mezzo busto di gesso, lingua
scalpello che incide dieci lettere
liberty sul profilo smarrito

quello mai rivolto

quello sempre in ombra,

difficoltà di emergere
dalle profondità di palato schisi
profondamente meschino
quanto psiche

alchimia di bestialitàspiritoragione
...
Dafne si bagna ancora le natiche
al fiume del vizio
i suoi orefizi gridano: ma peau.

femminilità

ansia di sentirti attraente,
ti devi il ruolo di epicentro,
lo devi a loro che
offrono la luna
in cambio del solo odore

mentre
Gennaio mi pettina i boccoli
sempre più lunghi,
sembro Gesù sulla croce di Pasolini;
sembrano il fiume Aci.

Dafne è un lauro per colpa di Apollo,

Apollo
si è fatto le trecce.
...
Galatea continua a soffrire.
Ha inchiodato una bara,
l’ha attrezzata di spilli,

Spilli, non aghi,
gusto per l’individuale
acuito da curiosità morbose

Galatea non riconosce più l’enchantement
è viziata, desidera
quello che non c’è, ripudia
quello che ha avuto.

Polifemo incubo ricorrente
partorito dai nodi nei suoi capelli

Paesaggio trasfigurato

più lunghe ore illuminate
aria timida in
vagiti odor di primavera

Le petit poete MalinconiaSadica
nello sguardo che chiama
simbolicamente: "Odette"

Rintocchi di campane,
volo di piccioni,

s’infrange l’inedito ciano tenue
nel delirio di Milano
con lo sciopero dei mezzi

coreografia di sguardo
sciolto
in sguardo sul reale

considerando che
Quando indosso il casco, poi profumo d’uva.

Giulia non pensò più a quel tipo estemporaneo per tutto il giorno.
Una ragazza moderna, emancipata, con senso della misura e la testa sulle spalle,
di pomeriggio diede ripetizioni di matematica a due mocciosi del liceo, e si addormentò poi
leggendo De Rougemont sulla poltrona viola che le ha portato Scalo.
Un bagno caldo.
Cena coi suoi e  via al Saloon per due chupito prima che finisca il giorno.
--
Alle lezioni di Estetica viste dall’ultimo banco della 211, ci sono una marea di teste.
Cento duecento teste, tutte per forma mentis piene di intelletti in potenza, tutte con delle acconciature….del cazzo.

Leonardo le voleva radere tutte.
Quella mattina sul centro del mondo disegnava chiome folte e forbici affilate.
Astuccio di pelle finta marrone e due pennini a china.
Era lontano da Giulia.
Lei arrivava sempre in lieve anticipo. Si metteva al primo banco. Raccoglieva i capelli con una matita e cominciava a succhiare il tappo della bic rileggendo gli appunti del giorno prima.
Curioso come le ragazze abbiano sempre un forte senso del dovere. Lige. Prone.
Oggi devo studiare. Finisco il capitolo poi sigarette. Non prima. Mai prima.
Leonardo arrivato alla sua capigliatura, nervosa ma contenuta, castano chiara.
La lasciò intatta.
Sul centro del mondo c’erano 199 teste rasate e una coi capelli lunghi.

La questione del bello e del bene. Del bene e del Buono.

L’ora di latino

Ditemi quanto è pallida stanotte

Demetra

_linee d'ombra mordono la luna_

scivola di peli sulle scapole d'argento
fugge l'ilarità del compreso
altalenando sugli oblii dei veleni

Ditemi soltanto..

che nuova pioggia sigillerà
le crepe di questa carestia

piedi fradici di vendemmia
gote rosse di nuovi chicchi

_Germinerà_

NEgli anfratti del destino
il seme che sarà Melograno
sui cui rami appenderanno
condannati a morte

coloro che non capirono il prezzo
dell'anima venduta ad Amore

Ditemi soltanto
oppure tacete
 
batsa miserumani brusii

temo Fauno tutte le notti

Sono Clizia
all'origine del silenzio.

La avvicinò a fine lezione. Non che se lo fosse programmato.
Ma una calamita attira sempre un metallo. E i corpi freddi girano sempre attorno ai corpi caldi.
Il romanticismo come la termodinamica. La terra non l’ama la luna?

Un saluto. Un sorriso di confidenza. Tra 200 teste, due si riconoscono.
Un ponte esce fuori dalle loro pupille. Escono ambasciatori a forma di piccoli cazzetti rosa.
Vestiti per la festa. Con le tuniche.
Non si curano di niente, ma tengono saldo il loro messaggio.
Si incontrano al centro del ponte, cominciano a bere birra. Festeggiano e accendono un fuoco.

Una goccia di sudore sulla tempia di entrambi.

-    ti volevo lasciare questo libricino. L’ho portato apposta -

questione di pochi secondi.
Ognuno per la sua strada.
--
Leonardo attraversò Milano in motorino.
In quel periodo lavorava ad una tela settanta per cento.

Abitava in una mansarda poco fuori Milano. Non aveva uno stipendio. Non lavorava.
Alle spese pensavano i genitori. Che giacevano nell’ombra. E lui li disegnava con la corona.
 E i loro sudditi erano prugne mature. Ed erano saggi regnanti. Ed erano saggi.
Passava le sue giornate al di fuori di ogni convenzione.
Si nutriva di hascish poesia pittura e qualsiasi attività avesse impegnato
creativamente il suo intelletto e le sue mani era ben vista.

Un artista. Un dissociato. Uno che o lo ami o dici ma come cazzo fai a viver così.
Ma in fondo lui non poteva altrimenti.
Aveva provato a puntare la sveglia. Radersi e studiare, pranzare a mezzogiorno,
caffè sigaretta e poi riprendere. Aveva provato ma non era durato mai abbastanza.
Soffriva. Era frustrato dal suo non ruolo sociale. Gli altri lavorano. Gli altri
si pagano l’affitto. Non era soddisfatto dal suo modo di vivere, dalle sue passioni
incontenibili e dalla complessità perversa che prendevano i suoi rapporti.
Voleva che sulla carta d’identità, alla voce professione, scrivessero filosofo.

Tristano

Isotta dalle bianche mani ti accarezza i talloni.
Re Marco penetra l’ano di Isotta dai capelli d’oro
E le sue urla attraversano Morrois come l’ulutato del lupo.

Luna piena.
Le streghe tracciano il cerchio.

Nessun sacrificio sarà compiuto col pugnale a doppia lama
Manico nero.

Copriamoci la bocca di sale.
Bagna le labbra appoggiale al sale
Che lentamente leccherò via

Tutto il tempo ad osservare l’amuleto.
Un particolare amuleto.
--
Non andò più a lezione per quella settimana.
Sul centro del mondo dedicò pagine e pagine a Giulia e
le disegnò un ciondolo a forma di galassia sul collo. Un bracciale di cuoio
 e un neo sotto l’occhio destro.

A lei piace scrivere poesie.

“Leonardo!”
“LEOOOOO!

Lo rincorse. L’aveva visto per caso passare fuori dall’aula.
Le lezioni erano a metà.
Un fantasma. Una specie di spettro che si aggirava disorientato e abbattuto
per quei corridoi dall’architettura asettica., che però erano caldi.
Si perché la tensione scalda. E lì dentro si concentavano energie aspettative.
 Cocenti delusioni.
Gli intellettuali. I bacchettoni. I fattoni e i perdi giorno. Un popolo di senza
volto che ha camminato avanti e indietro, avanti e indietro.

“Sul squadernino non c’era nemmeno un recapito, volevo telefonarti. Volevo parlarti,
sono quindici giorni che ti cerco a lezione, che fine hai fatto?

“è uscito il programma, ci sono otto libri. Mi sembra troppo. Vorrei laurearmi entro i quaranta.”

“Dai ma c’è la dispensa, tanto chiedono solo le cose delle lezioni”

“Già. Le lezioni.”

Lei sorrise.
“Se vui ti aiuto io. Ho tutti gli appunti, e poi ti ho portato due cose.”

Aspettarono insieme la pausa di metà lezione.
Fumarono sigarette e lui si stupì che lei fumasse.

“fumare fa male”
“bè tu non hai l’aria di uno che si fa problemi di questo genere”
“lo dico per te, hai un’immagine che profuma”

Gli diede un pacchetto.
Poi corse al suo posto salutandolo con la mano.

si accorse che per ben quaranta minuti era stata disattenta. SACRILEGIO!
Si fece seria guardò i suoi appunti e poi la cattedra a intermittenza nervosamente
abbandonandosi, sciogliendosi dentro l’opera d’arte nell’era della riproducibilità tecnica:

Sul centro del mondo quella mattina Leonardo appuntò solo due frasi.

Nove libri sono la frusta a nove code che non procura l’orgasmo.
Giulia è il sintomo della malattia dell’anima.
--
Le streghe accendono il fuoco nel cerchio
Danzano.
Le vesti di stracci scivolano e lasciano intraveder
Spalle e seni.

Le streghe hanno capezzoli duri e agitati.

Nella pentola bolle un filtro
Chi berrà sarà condannato.

Aprì il pacchetto nel chiostro.
C’era un squadernino di poesie.
C’era una forbice con legato un nastro e un biglietto con scritto: grazie.
L’ultima poesia si intitolava: Gli ambasciatori fanno l’amore sul ponte.
In fondo un numero di cellulare.

FIN

©LucaSaverioBeolchi


 

scrive sileno alle 18:13 | link | commenti (3)


10/03/2006

motionless reverse think

va tutto bene
anche se mancano ancora i contenuti
si possono dire tante cose
aggirando concetti
without you I'm nothing?
Un pensiero al rovescio
immobile
se non ti vedo

 

tratto da "Prossima Fermata Nostalgiaplatz"

scrive oltrenauta alle 17:47 | link | commenti (4)


09/03/2006

il Pupo i Fari l'Addio

esatto è fermo ad eccittar massa maschio giusto ma facente inverso,
uomo antico d'eccezioni fornito, sporco di miele e crocifisso di spalle.
tutto il dolore muto in una bestemmia nuotando smergo distratto in brandelli.

ho il permesso d'uscire?
ho il permesso d'uscire?
quanto basta per trovare radici e corvi e dadi e inferni.
Grazie!

non mostro l'offesa di carne calda scalza ma cercane seme peccati infin'odio,
cercane evitando a giurane amore infine peccando.

 

Assenza se resta ne resta indosso a deridere ragioni arpioni.
Dove inizia l'isola prendo corde salto ponte reggo appena la tua carne molle

senti i calci del boia?
senti i calci del boia?
scuoiato e pulito chiama conta nomi a caso.
Si!

li da quache parte ogni tanto fuori ed intorno, non necessariamente in ogni parte
sens'altro fuori in qualche modo li da parte da cos'altro ma nascosto tra ventre
e dita giusto in mezzo spalancato tra corpo e troppo ma da parte in ogni modo
fra le cose li a modo fino al cuore ti prego fai in modo.
Colpisci

Mia madre in piedi sorrideva in un attimo mi prendeva
scavando d'intesa mi parlava un suono che mi lasciava.

 

scrive a_999 alle 15:57 | link | commenti (2)


08/03/2006
exe, mechanist
exe, mechanist: catching new rules in the biz of life.
scrive thespleen alle 10:37 | link | commenti (4)


06/03/2006


...
  olio su tela 100x70 cm
 © Viola DI Massimo
scrive sileno alle 15:34 | link | commenti (4)


03/03/2006

E' la notte
il monologo peggiore,
quando m'incrino
sentendo il buio staccarsi
dal cielo e inarcarsi
fra le vertebre


Quando luci spente
donano all'anima
il colore che merita,

il ricordo che seguita
per schiudersi nudo
in atmosfere socchiuse,
scolpite d'inganni in
cuore ad angoli
in paure
in bisogni

mancanze.


E non c'è amore
nel peso di sbagliare
morto sul grembo,
che si benpensa dormiente
come incubo part-time
a sigillare l'inverno
d'occhi ormai liquidi

e troppi brividi,
accavallando ore in anni
in silenzio, pensando,
potrò mai perdonarmi?


La notte
mi sento invecchiare
violentando altri giorni,
nel buio che
affoga il sorriso
slacciando sangue
da memorie aperte

scoperte di sogni.


© lunadirimmel

scrive FiloDelRicordo alle 12:53 | link | commenti (5)


01/03/2006




©POLEMA
scrive sileno alle 18:44 | link | commenti (2)


28/02/2006



Ci sono tanti modi di lottare,
o sopravvivere.
                                                         
                                              ©Lsb
scrive sileno alle 16:07 | link | commenti (3)


25/02/2006

ABRACADABRA

Prendete un pizzico di sale e gettatelo alle vostre spalle abracadabra si materializzerà davanti a voi lo schema di via d'uscita dai vostri problemi entrate in quella farmacia versate ancora una volta quei dieci euro e cinquanta alla magnifica Carter Products Ldt che produce il veloce efficace sicuro fin dal primo giorno di ritardo test di gravidanza Confidelle Progress ora guardate il bastoncino magico e regalategli una cascata dorata di sentimenti sgranate gli occhi accendetevi una sigaretta mentre attendete quei fatidici tre minuti e intanto magari pensate ad un nome maschile/femminile che non stoni con il cognome di lui oppure fate le parole crociate se vi pare l'importante è che quando poserete di nuovo gli occhi sul bastoncino magico una sola linea rosa colorerà il vostro brillante futuro di donna single in carriera senza marmocchi tra le palle e cosi ancora una volta il fato o chi ne fa le veci (leggi Dio) è stato clemente nei vostri confronti ora squilla il telefono chi sarà mai oddio ancora quell'uomo ma perchè non mi lascia in pace visto che a giorni si sposa appiccicate la cornetta all'orecchio e sentitelo mentre si lagna sono in crisi cosa sto facendo mi sta venendo l'ansia da sposo novello allora voi vi armate di tutta la pazienza del mondo e gli suggerite un escamotage cinematografico fuga su un airbus70 gentilmente messo a disposizione dalla compagnia aerea Alitalia il giorno delle nozze destinazione ignota ma suggerite un posto molto lontano visto che nelle vene della novella sposa scorre sangue siciliano al cento per cento non zuccherato

Entrate in quella concessonaria sistematevi la minigonna che mentre camminate sale vertiginosamente verso il cielo sorridete e chiedete c'è Christian vorrei parlargli sono sua cugina vi faranno attendere qualche minuto in una saletta asettica con Quattroruote e vari deplian sparsi su un tavolino bianco eccolo il vostro uomo in giacca e cravatta non lo vedete da anni ma lui vi riconosce subito vi viene incontro e caloroso vi abbraccia mentre butta lì un andiamo nel mio ufficio? e ora suvvia recitate il vostro ruolo di vittime venticinque anni e neanche uno straccio di macchina che ne so una punto una panda scassata qualsiasi cosa vi permetta di muovervi insomma e lui che sta zitto e lui che vi guarda allora rincarate la dose  ti sembra giusto che mio fratello vada in giro a fare il puttaniere su una spider rossa cabrio e io pedalo arranco su una bicicletta da uomo comprata alla fiera di senigallia più di ventanni fa ed ora fermatevi chinate la testa sospirate lui comincia a sciogliersi lui comincia a provare pena o per lo meno solidarietà e con piacere esclama  non c'è problema ti presto una macchina  per sei mesi

e voi vi alzate e lui vi guarda le gambe

e voi lo abbracciate stretto stretto e lui diventa rosso rosso

Tornate a casa prendete la saliera e gettatela dalla finestra abracadabra nella vita bisogna saper destreggiarsi fra il bene il male la sincerità la menzogna le concessionarie e le farmacie per ottenere tutto quello che vi passa per la testa di desiderare

scrive stramonia alle 12:08 | link | commenti (4)