Frammento interattivo
La novità si ascrive
l’epigramma no
Come dire
singolo non dÃ
apparenza di singolo mostrano
cadere in un luogo è come essere perduti
nel sogno di molti
aggiorniamo
non si
è
se non per
un post
sembrerebbe facile
ma è puro semplicismo
Sipario
Perché allora
si faccia silenzio se si parla
quando e come
non vogliamo avere e
non potendo rischiamo
Negazione
per la resistenza
Ho e continuo
durante le ore
ciò non conta ma
rimane per logici
ontologici
richiami
Lo scorrere è così
un limite
tre
diviene due
e la citazione
con i colori
é la poesia stessa.
VITA ARTIFICIALE
Guardo i vetri rotti della tua finestra quotidiana,
dietro una luce di polvere e mattoni rossi.
Un braccio nero passa e pesa la tua solitudine
vita allenata e recisa da mani sporche e potenti.
.....
È ancora il tuo barattolo ingiallito
utile per la tua cannuccia di cemento...
... è ancora un sole, risucchio di catrame
... è ancora un paradiso, limbo di campane rotte.
Liquido giallo che appiccica gli sputi in bocca,
estasi morta e strisciante nella testa...
le tue mani nere sorreggono la vita,
le tue gambe leggere sopportano un corpo di paure.
-Ti vogliono così...
banca d'organi succhiacolla,
viandante dei marciapiedi sporchi, truffatore d'immondizia,
un amore potenziale che vive per morire.
Trasmutazione di tutti i valori
Il corpo di cristo
è diventato fango
e la croce
ha trasformato le sue braccia
in artigli
assetati di sangue
(
Nuvole alla deriva
in un cielo troppo grande
perderemo l'orizzonte di una vita
che ha trangugiato il suo punto di fuga
)
Lotto con uno stuzzicadenti
contro un esercito immane,
sinistri i bagliori sugli elmetti...
1- Oppongo resistenza: vengo uccisa
2- Imbraccio il fucile e mi converto
per ultimare l'opera di distruzione
[vedi link: Morfina]
Silenzio
Solo a saperle ascoltare, le porte del metrò suonano violini. E suonano arie di rondò appena percettibili.
Le hanno imparate a furia di sentirle ai musicanti di banchina che non sanno chiedere carità .
Ma non tutte.
Alcune suonano fisarmoniche in tanghi liberi appresi nei sottopassi, dove affogano i sogni di grandezza in pozzanghere di miseria.
Ma non tutte.
Altre vibrano ugole di clarino con un poco di fiato raschiato a stento dai polmoni affumicati.
Altre, semplicemente, non suonano nulla.
Perché non sono tutte uguali, le porte del metrò.
Silenzio.
Ad ammetterlo, i rami della quercia grande, certe sere d'inverno quando soffia la lama del tramonto, cigolano come gangheri arrugginiti. E pare che tutto il mondo com'è fatto si scardini per farcelo apposta; perché non vi sia pace per le idee e per gli occhi.
Sui passi vibra l’assenza,
dal nero una luce scabra
incontra le membra.
Il basso ventre è un lume di fermenti
che taglia in due la solitudine.
Il corpo si spoglia dei semi immensi
e da dentro, al contatto,
sgrana e mastica le fibre;
adesso vomita la lingua esplosa.
L'appeso
Dondola impiccato
a quotidianità di ferro
gola tagliata
valle popolata
di lamenti angosciosi
d'ago filo e cucitura
_comunicazione interna_
Spaziale/SPACE
colori saturi e lui
muto come una scimmia triste
legame consunto
in fessure di beatitudine
a orizzonti curvi
quadrato idea
fossato, morte e rimembranza
/mimesi/
stomaco_
bile bramosia
febbrile idea di lei
nell'ugola
profonda depressione delle pendici
FOGNA
di fetori materiali
Sputat)umano nei tubi
Stretto
in nodi
legati al blu elettrico
delle secrezioni.
LsB©
[vedi link: SilenzioDeiPiedi & ArteClandestina]
Poesia marrone
Ogni stagione una rinascita
Periodo coperto
Catalessi dell'istinto
Il becchino scava
una fossa sotto al castagno
Anche
oggi
è
autunno
Impiccato al quotidiano
autodafè
Velleità di natura morta
In posa plastica:
/mestizia/
Nello specchio ovale
Con gli occhietti spenti
E nove nodi nei capelli
Dondola gole mozzate
Che il fervido alberga
Livido di noia
Lsb©
[vedi link: silenzio dei piedi & ArteClandestina]









