30/06/2004
Maģnolia muore
Di fiorecalore /e
Esplode.
Giunta sul bordo del pianoprato
Scosta la terra con, a puntapiede
Dentro le piove il movimentossa
Incessante dell’aria rarafarsa.
All’incrocio granuloso delle spalle sottovena
Maģnolia geme impazzita di tuttoviola
E rossofuoco, strilla che qualcuno(una)
Le sollevi dai crociati (andate/e/venute) i calciblu.
Maģnolia vive
Di ombrafiore e/
Spezzata.
La vedi sorridere in bianco (?)
Con le ciglia alla stradanera
Di notte i fariinferno ruvidi
Che nascondono dentro i fori
La vita che ment-r-e
:
Maģnolia urla /e/
Di pollinepiume
Violata.
Qualcuno le ha strappato
La borsa e la pellefintapelle
E i trampolitacchi elevata
Sui quali sopraggiungeva rapida
Mortediafana, la
(‘)
.
IsabellaAnnaMatera 2004
scrive Isabellaqueen alle 22:04 | link | commenti (2)
28/06/2004
Fare
La strada per creare non c’è
Forse rimane
Ma perché allora la ricordiamo
Quando?
26/06/2004
28
l'uomo che comincia.
l'uomo che comincia piscia logorrea lirica, ha una guerra nel cuore giocata a scacchi senza regine.
l'uomo che comincia disconta tutto, trapassa decalcomanie non di muro
inietta disincanto dal niente, ostenta.
ha
un visione catadiottrica di lucine umane spent'accese/lasciate/ ma sa che ogni luce persa e' una dea da conoscere o carne da leggere.
ha
ergonomici tasti per la notte, la compagnia, il riso e le lacrime.
l'uomo che comincia e' big-babol e vetri.
l'uomo che comincia ti stringe la mano e non sa nulla piu' che di sentire ogni volta in modo diverso in merito ad un'idea del volere in cui altri sono.
l'uomo che comincia non riconosce profeti se non un cumulo di sensorialita' disallineate
l'uomo che comincia succede e passa
l'uomo che comincia crede nella verita' degli angoli, nel perpetuo mistero flagellato di un foglio bianco, nei miserabili vicoli della mente.
che comincia quell'uomo non e' necessario saperne, sufficiente al suo fottencazzo-chiunque.
e se leggi non hai repulsa e dimmi davvero tremulo e guarda come vola al vento
vacuo
spietato
e non dico ascoltami guardami i polsi
guardali ti dico non sono un intrico piu' fitto delle tue parole e dei tuoi bianchi d'occhio proni
l'uomo che non e' più della somma delle sue parti.
l'uomo quando finisce a 28 anni ha cominciato.
è stato.
[spleen]
l'uomo che comincia.
l'uomo che comincia piscia logorrea lirica, ha una guerra nel cuore giocata a scacchi senza regine.
l'uomo che comincia disconta tutto, trapassa decalcomanie non di muro
inietta disincanto dal niente, ostenta.
ha
un visione catadiottrica di lucine umane spent'accese/lasciate/ ma sa che ogni luce persa e' una dea da conoscere o carne da leggere.
ha
ergonomici tasti per la notte, la compagnia, il riso e le lacrime.
l'uomo che comincia e' big-babol e vetri.
l'uomo che comincia ti stringe la mano e non sa nulla piu' che di sentire ogni volta in modo diverso in merito ad un'idea del volere in cui altri sono.
l'uomo che comincia non riconosce profeti se non un cumulo di sensorialita' disallineate
l'uomo che comincia succede e passa
l'uomo che comincia crede nella verita' degli angoli, nel perpetuo mistero flagellato di un foglio bianco, nei miserabili vicoli della mente.
che comincia quell'uomo non e' necessario saperne, sufficiente al suo fottencazzo-chiunque.
e se leggi non hai repulsa e dimmi davvero tremulo e guarda come vola al vento
vacuo
spietato
e non dico ascoltami guardami i polsi
guardali ti dico non sono un intrico piu' fitto delle tue parole e dei tuoi bianchi d'occhio proni
l'uomo che non e' più della somma delle sue parti.
l'uomo quando finisce a 28 anni ha cominciato.
è stato.
[spleen]
20/06/2004
alla ricerca di
la luna è trita
e nn sembra
ma
nonostante
ciò che non si crea
dirime proprio xkè
il nulla sovviene
ma ricorda
o luna
la tua esistenza
risiede in questo









