30/07/2004


nulla,

baciare non sarà più la stessa cosa

e nulla è più assolutamente moderno di fingerne d'ogni cosa, il senso


trasversalmente, fugandone gli effetti,
tradendone consensi


comunque cadiamo,
come ci si disperde, spargendosi
sempre, noi



anfratti in chiunque,
gli scorci delle facce virtuose in culi ritorti,


zittiti in scaglie
qui, mai


in polpe lontane,
amando storture imboccate nella forme più pure, imperfette

e questo senso che lava il corpo, distorcendone

il tempo


sì,
colpire, null'altro
da superstiti


sì,
truccarsi da guerra
vanificando cadaveri inclini


ne sappiamo


scrive thespleen alle 19:52 | link | commenti (1)


30/07/2004

La molla allegra di scherzo.

Si è rovesciata dal cuore.

GhiaccioSanGue.

Il misto fiume di orrore di tempi in crescendo.

Scandisce passi verso olii di luce.

Lubrificando mani in eventi.

Fermarmi e sparare per perdere il conto.

 

Dell'inutile battito sentimentale.

 

scrive stella74 alle 15:34 | link | commenti (1)


30/07/2004

L'odore di mela in bocca

La bambola con l’occhio di pece
Ha giorni verticali come cadaveri, contati.


Rossa e pastosa
Ti cola una riga, mascaraNERO
Nell’angolo destro, buccia
Ama_ranto, una bozza di sorriso.

- Il vento - dirai
O la lisca di un pesce scagionato
A riva dalla marea.

Versione AcquaForte.
Così di graffio non ti chiedo:
Sorridi da una panoramica

In bianco e
In nero l’inquadratura sfocata E
L’occhio liquido stantio d’ammissione
Di grigio monogamo.

- Siamo processi senza possibilità
Di conversione -  hai detto
Contando le chiavi nel fondo
Del portamonete.

Il sapore d’acciaio sfatto nell’umido di un occhio.

Collezione di serrature e sapone
Le impronte sfrattate
Prendono una direzione intrinseca
Manifestandosi.

Siamo traiettorie che attendono un calco, speri.

Mezzi. E dispersi.
Lo sguardo che pende da una persiana cardine
Frantumata nelle feritoie, fuori a stendere
Una tovaglia di briciole tumefatte.

- Siamo chiusi in un groviglio di pelle
siamese – portandoti via l’ultimo sorriso.

Il tepore della prima pioggia impassibile.

L’acqua piovana non lava Le vene.

Carene. E cancrene.
Ricomponendole, come la calce
Ristagna. Di un colore selvaggio.

- Tutte le sfumature di viola sono
paure doppiate - mentre sui polsi
sfuma un fragore di ossa.

Il taglio netto di una lama imprecisa.

I fondi dei sogni rimangono intatti
Se cuciti a mano, Imbastiture.

Tra possibilità e concretezza
Esiste solo una flebile
Opportunità di fortuna
Peraltro incalcolabile.

Le labbra al sapore di mela
E i capelli impregnati e nella notte
Sapersi solo qualcuno è il primo passo
Nel buio.

Il timore di un letto sfitto di sogni

E la solitudine del ricordo
A far quadrare i conti.
Senza ritorno

Ricordare è sempre peggio di aver dimenticato
In un cassetto
E smarrita la chiave
E la strada
- per riavvolgere indietro.
E una serie di ‘e’ ossessive
Filastrocca
E senza rima
E leggilocosìsenza

 

 

 

respiro.

Un sogno rappreso è un grumo di sangue
Da staccare Lentamente
Con la punta delle unghie

Infette di
Destino.

Il respiro

Un ritorno è un quadro
Che non cambia elementi, intorno
Solo il tempo
Che arriva e che resta
Ad infrangere l’istante.

Scrivi la data
Sotto questo foglio
E lascia l’impronta del neo
Che ti incide il sorriso

Scrivi la data su questo foglio
E toccala
Affrettata su un tagliere rugoso
Ammuffito di lacrime
Tascabili.

Lo scrigno candito dei denti
Esige un muro
Dove infrangere un sole cariato
E sfidare
L’odore di mela che resta
In grembo.



La bambola di porcellana
Ha un vestito macchiato di cenere
e ruggine immobile

.

 

IAM 2004






























































































































scrive Isabellaqueen alle 10:22 | link | commenti (1)


28/07/2004
VenusInFurs
regina sedotta
da un gioco perverso

[ ingenua
tentatrice ]

eterna amante
del capriccio
scivolato nel peso
di un vizio
sulla curva dei fianchi

[ sono sospetto sopra tutto ]

per partorire l'
Amore
in ogni gesto,
come rosa che sboccia
in tutta la sua vanità

[ ubriaca di passione ]



















scrive FiloDelRicordo alle 12:54 | link | commenti (2)


23/07/2004

PsicoSI

'La televisione parla
piena di occhi
i fantasmi del luogo

ed ora ho tanta paura.'

Sarah Kane
4.48 Psychosis




La sedia sgangherata appoggiata contro |il muro
Sulle piastrelle_ _ _ la condensa |vischiosa
il denso sudore dAlle pareti e shh_ci> osservano


Per terra


Disegno le ombre in fuga

.Senza rincorrersi.

.Girotondointornoalmondo}

.


La terra


Cieca+cartapesta+pupazzi
E riti di mandorle dolciamare
Marzapaned'aprile ruvido in

spolpa_la_carne 

Filari di denti ingialliti
incancreniti nel colletto
Morsi senza mandatari
Mossi da un mittente, l’utente sorride nel vuoto
Di (e qui la pausa_sai che morirò esattamente come io ho scritto che)

:
impronte vaginali.


Sono figlia delle parole partorite dalla terra
In grembo il seme disperso
Il magma il vento di vento il magma

Svendo alla prima fila tutte le paure delle ultime pagine confezionate ai bordi del letto
Celestecielo, azzurroprincipe, biancosperma, rosabonton, questa è lattiginosa, io non sento il gusto
Scricchiolano sotto il palato le intenzioni, ___________________>, le ritorsioni.

S- utilizza il termine -
I- la fine, intendi? -
S- finalizza la parola -
I- come ultima chance? -
S- come chiusa -
I- chiudo -



Il calco Il sudario La tenda

Il sipario
monsièdames


Genuflessione
Prima di ringraziare
Senza un motivo


Solo grazie
- Grazie -
Le rose
Sfiorite
Nelle spine
Ingoiate dalla testa
Le rose sfiorate
Dalle spine spiumate

LEROSE EROSE CORROSE


Il balcone galleggia.
Nella. Notte. Netta.

L’aroma di una
Volta (giusta)
Lo riconosci da

Il corpo avvizzisce e
Fotografia casualmente scartata da un autobus in fuga
Smarrisce dentellature, ingranaggio:

Disegnami
Nell’evanescenza
Di questo morirmi
Addosso.


Imbalsamata Sorridente Truccata Stuccata Violata 

Oppure

La.polvere


Rileggo e segno la danza.
Un orologio trappola di scadenze
: Consumare preferibilmente entro il.


Dentro il.
Dentro me.


Spingo entrambe le mani sudate sulle voci abortite
Siamo solo una patina di silenzio gelatinoso
La stanza è un nastro trasportatore bruciato vivo.


Oh, quale luce vedo sprigionarsi
Il fuoco e le sbarre, manette gelide
lassù, dal vano di quella finestra?
Le tende schiuse, violenza a parete
È l’oriente, lassù, e Giulietta è il sole!
bruciamobruciamobruciamo
cenereallacenereallacenere
riducimiinpolvereminima
Sorgi, bel sole, e l’invidiosa luna
già pallida di rabbia ed ammalata
uccidi, perché tu, che sei sua ancella,
sei di gran lunga di lei più splendente.

Sorge il sole e stramazza la luna
Assassina, versa sangue sui piedi
Perché lei è il sole, perché lei è il sole
Vergine, immacolata, prega per noi
Dietro le tende, dentro la tenda



Una bambola
{}ride


Plastica
Sulla vita sfuggendo
Scivolando

C’è della musica sparsa sul pavimento, note liquide rosse
Spartiti, divisi, litanie di vene traforate
Trasformate da un pianoforte, stona il suo tarlo

ossessioneinsuccessione
andantemoderatolento



Cola
|
|
|
Della resina
Siamo
Il tempo fossile.


Il cartongesso delle conversazioni
Bucato – per spiare -
SottomesseSommerseSommesse

-origlio-
galleggiarti fuori
sul petto
con un occhio di
-espiazione-

Ragiono per dissociazione d’idee
Variazione sul tema avariato
Rosario sfrattato dalle preghiere

Le mani congiunte:

Che io possa essere
Delirio
A quattro zampe

Il fiato aggrovigliato in un gomitolo.

Omertà
Del
Suicidio


Il fiato è un gatto senza vicoli ciechi.

Etica
Del
Silenzio

Sul colletto ortica
Bordi di
Orbitale accesa

Abbandonata
La solitudine è in contemplazione
Del suo specchio.

Una corda
Non è
Un Reato.

La Reazione
Di un Applauso
È un broccato.

Sdrucito


.

 

To: Sarah Kane












































































































































































































scrive Isabellaqueen alle 17:43 | link | commenti (5)


23/07/2004

spleen turntablista occhi d'occasione veloce su cartopiatto di biccheri soggiace a compiaceri furtivi screzia spaccandosi in anemoni verdi distrutto a 55% ancora fortissimo inesploso demiurgo dentro veleno da 6 guaine non dette nel party de-louse insano sviene non nato in mille lastre morte inclinandosi rettile da madre festa uccidendo pitch per pollici affusolati shox sguaina corrotto eject eject spleen

scrive thespleen alle 17:36 | link | commenti (1)


21/07/2004

del significare...versare

 

 

specie planctonica fluttuante oltrepassa

fuori, disponi le reti

l'utero è pieno

ma il segreto..my brother

il segreto è (.) finito!!!

grumosi schizzi sulle maioliche

e processioni d'umano passaggio

 

SAPore_Distrutte_ore

 

non esistono preliminari

ma continui accorgimenti

luculliane pignolerie

strette prese

pastose

piene

pungenti

è corpo è troppo

ché il significato...

ogni significato

è vocazione...

estensione

ultimo fiato mozzo

 

accade di cercare

il coltivatore del significare...

fatto di tempo nuovo divorato

rigenerato

 

libera le parole al verso

ed ai loro accostamenti

che siano verso

un significato diverso

un’estensione

quasi

universo...

ché il significato...

ogni significato

è espiazione...

condizione

 

dirigere la comprensione è il modo

l'udito, l’odore...SAPore

poi

l'ascolto ed il pensiero...

ma l'universo

è corpo è troppo

e per questo

verso, una gabbia alla vibrazione del verso

 

il segreto è (.) finito!!!

non reciso se saprà vomitare esistenze
in modi
tempi
luoghi
del coltivatore del significare





scrive a_999 alle 00:31 | link | commenti (2)


18/07/2004
fame ricostituita

nell'assenso
pressato in disusi
tacco s'affaccenda

poi,
i sogni,
disuniti ognuno e più di loro

strascicano ruggini,
strumenti d'oggi dove sono dimenticandomi


e più di questo non sarà
spaccato, urlando
mai nato


poi,
c'era di me una veloce parte leggera,
tutt'attorno lignaggi, sensi

un bere schianti

scrive thespleen alle 16:38 | link | commenti (7)


18/07/2004
 
 
PROMETEO SUONAVA NEI SEX PISTOLS
 
 
Polifemo è morto, cieco, rimpinzato di giorni inutili chiusi da cerniere
di sabati azzurri domeniche rosse. Umano, quanto
debolezza ipocrisia inganno tradimento abbandono gelosia privazione passione.
Busto di gesso, lingua scalpello che incide dieci lettere liberty
sul profilo smarrito. Quello mai rivolto. Quello sempre in ombra.
MEMENTO MORIS
come profondità di palato schisi, profondamente meschino
quanto psiche, alchimia di bestialitàspiritoragione, genio maligno.
Dafne si bagna le natiche al fiume del vizio, i suoi orefizi gridano
ancora quel nome.
Femminilità, ansia di sentirti attraente, ti devi il ruolo di epicentro, lo devi a loro che
offrono la luna in cambio del solo odore.
Qualcuno allo specchio si pettina i boccoli.
Gesù sulla croce di Pasolini. Il fiume Aci. L'ombra immobile di un albero.
Dafne è un lauro per colpa di Apollo e, Apollo si è fatto le trecce.
Trecce che portano al delirio.
Appena sopra, un bosco di chitarre elettriche.
Galatea soffrì inchiodata in una bara, infilò spilli nell'occhio di Polifemo, non aghi,
gusto per l’individuale acuito da curiosità morbose, FEtish.
Galatea non riconobbe più l’enchantement, era viziata, desiderava quello che non c’è, ripudiava
quello che aveva avuto.
Polifemo incubo ricorrente partorito dai nodi nei suoi capelli, trasfigurato, negro.
Le chitarre cominciano a suonare. "Il vento urla Maria".
Le petit poete MalinconiaSadica, fin ora rimasto a guardare, si allontana
sottobraccio con qualcuno dai boccoli perfetti.
Rintocchi di campane, rapsodia del piccione, s'infrange l’inedito ciano coreografia di
sguardo sciolto in sguardo sul reale.
UN Titano, Prometeo, raccoglie le chitarre e le sbatte a terra.
comincia a piovere.
 
 
 
 

©LsB






























scrive sileno alle 01:11 | link | commenti (9)


13/07/2004
I rumori sono veri(vani)ficati, e M.
 
 
Gli occhi del ponte
_sotto, il vento frena
sugli alberi_soprasotto
freme. Geme, tra le foglie
scucite di questi vialiviola
ha tradito_convenienze_
: siamo successive conseguenze_
e di silenzio ha tremato.

La trama impigliata in un secondo schermo di
Fioretto_

Ho pensato a lungo che
Indossare un’ombra, un’orma
È roma, noi orma(I)_io resto
Era scritto che, ci si incontrasse più tardi
In un teleGramma, del peso minimo di un

no.


Ci sono, , spettacoli quelli che poi tu
(resta_RE_conlacorona)
Domani è l’ultima serata
Da replicare sui vetri affannati rigati
E (‘)
Verticale
Cade
Questo
Suono
_no.


Nell’eco del freddo delle liste appuntate
Di tutte le cose che ignori
Le case che ingoi, i tetti in silenzio

Silenzio
di occhi che ti devo, non più
La notte si arrende a quel chiudersi asciutto
Ruvido, di poltrone e broccato_sedute, impresse
L’odore bruciato del film immerso in una coda


E quella stessa domanda irrisolta da un momento
Come si concentra la notte dei miei occhi, nei




(?)

.
Note a margine: pongo quesiti ai muri, al ritmo del fiume che scorre sotto i piedi, sotto i tacchi, e sotto ancora. Sono verificate, le parole, e quando dure sono rumori, ossia parole vanificate. Vani vuoti, vene vuote. In fondo, la soluzione del problema è sempre un'assenza, lo sfilacciamento di un cordone, di una pancia che assorbe calore, colore. Scriverò note ai margini del fiume, così, per ricordarti che sono passata, prima di ogni straccio.



















































scrive Isabellaqueen alle 16:56 | link | commenti (7)