28/03/2005





 Muore per l'inerzia
oggi il vecchio.
Sta lì, sulla stessa sedia,
leviga rimpianti.


Gratta scaglie di legno
con l'unghia del mignolo sinistro,
una per ogni tramonto.

Sta tutto lì
il dinamismo di cui dispone,
il viso finalmente vuoto di vita,
le carezze della vita,
chè il male lo ha salvato.


Mi chiudo la porta dietro,
lo muro vivo.
La tensione esterna,
schiaffi di primavera,
prima vera tenerezza.
Tutto chiuso e serrato,
neanche un'ombra, il contrasto stride ;
il cielo langue ,
il cielo ancora langue.


Il vecchio lumaca dondola;
i suoi strati d'adipe immuni
al maggio bardato a festa.


Piccole spine
d'ansia graffiano
la mia coscienza,
ma io parto.

Io parto.

Lo disse anche il vecchio,
mi ricordo. Lo vidi,
più esile di sempre,
sfocato,
in cornice di porta aperta uscire ,
dalla stessa porta
darmi le spalle,
da quella porta vederlo morire.

Rettangolare addio pensai.
Poi tornò una sera.
La guerra, mi disse.
Ma non vedevo cicatrici,
non ce n'erano.


Ed ora ,che vorrebbe mostrarle,
non le trova.


Muore oggi il vecchio,
l'inerzia lo travolge,
si adopera di vuoti,
di vacuum system:
i vuoti succhiano il buio dalla luce.
Lentamente, allucinanti,
allucinanti contrasti.
Luce che ci sfugge,
che se ne va.
Buio sempre più buio,
così nero da sembrare cieco.


Muore per l'inerzia
oggi un vecchio.
Sta lì,sulla stessa sedia,
leviga rimpianti.


Sei solo ora,

la primavera mi urla,

sei solo!


E' vero.

© g.


[ *Galanji ]
scrive sileno alle 21:19 | link | commenti (2)


27/03/2005

Basquiat 2005

 

Jean Michelle sfondo rosso
Jean Michelle un pugile e uno squarta prosciutti.

SAVONAROLA.
SAVONAROLA.

Lugano piovosa.
Un fiore nel lago. G. Un fiore nel lago.
Acrilico e rulli.
Grassi pastelli. Grassi.

JEan Michelle sfondo Azzurro.
Jean Michelle manzo e quarti di bue.
Edgar.
Andy.
Lugano e le sigarette VERY EXPANSIVE.

Streeter di passaggio.
Politica, filosofia.
Pasqua come un ritardo.
l'essenziale che esige attenzione.

Prometeo tra i palazzi.
Karma boy insinuandosi.
Fuoco alla mano. FIre on hand.
GLi dèi impotenti.
Gli dèi delle Rane. Di Aristofane. Di Ronconi.

Boccata avida. Boccata per la morte.
Fiore nel lago. G. Fiore nel lago.
Con la nebbia. Con l'umidità.
Jean MIchelle

sfondo nero.


© Lsb

[*silenzio dei piedi]

scrive sileno alle 20:23 | link | commenti (2)


25/03/2005



                                                          " ???"
                                            Olio su tavola 60x100cm
                            
©2004 Miriam Fellini [*Morfina ]
 
scrive sileno alle 15:06 | link | commenti (3)


23/03/2005

(non)Senti(che)menti(?)


Ancora la notte
dalle labbra rosse
s'inventa mio scheletro,
livido nascosto
dietro la curva dell'orecchio
per necessità


Non voglio più ascoltare
di lune dimenticate
dentro la ruvida cornice
di stelle spaiate sul soffitto

ché io sola sentivo
pasteggiare lunghe ombre
accavallando le gambe,
come sentinelle pronte
a graffiare l'origine di vecchie storie


Ed ora che ho abbastanza
nomi, cognomi e proverbi
per un destino che non ha casa,
non voglio aver più sguardi per rivestire
la bugia di una notte a metà
.


[ *Venus in furs ]

scrive FiloDelRicordo alle 15:48 | link | commenti (7)


22/03/2005

Scovato
tra pugni
Di sabbia...


[tingerò le pareti di grigio per nascondermi tra le nebbie]

mantiCore Roventi

trovano roghi su cui estinguersi.

[e non riesco, non riesco a liberare la loro melodia]

Intimismo di maniera, il monologo mi affoga

[tingerò quelle pareti di rosso per tramontare inquieto]

Detrimento e maledetto sei il mio sapore nascosto, contrazione equidistante

[muto il respiro, potrei assordare il silenzio]

Ho un albero dipinto nell’orecchio,
e alcune di quelle
bolle vuote,
ho un grandarmadio, tre porte,
lo zucchero nel sale e un tre di cuori

mani umide lavate appena
gravide dal tocco inruvido
quando non fanno troppo rumore
e saprebbero come suonare

e un ronzio sopra l’ortica dei baccani
nei piedi trenta passi imballati
è sono nell'oltreverso
sono...adesso

sai quando la facciata fa rumore?
giusto il tempo di battere nelle arterie
e non sentire, perchè scoprire il gioco non costa esercizio

ecco la penitenza,
farti radere qui () per
snaturare la perdita della sensazione
staccare con un dito il dolore

Fate silenzio
Mentre mi sfiorano
Se non parlate e non scrivete, non li sporcate con il giudizio
Fate silezio tra le pareti

scrive a_999 alle 21:45 | link | commenti (4)


21/03/2005
NE HO ABBASTANZA DI SCRIVERE


    e di sentire la polpa, come leggerne altra non mia

        ne ho abbastanza dall'idea di scrivere,
                       ricurva frutta schiacciata all'angolo,

     l'istante prima il gomito a volta sopra la testa

                                e la bocca contorta

        per vibrare l'unico colpo,
                         mortale.

              semi dispersi nello schianto in cosmesi cellulare deducibile

                 fidatevi.

                polpa,

            cosa se non questo.
               
                pura illusione ottica il resto.

Ne ho così tanto del suono di una parola qualsiasi,
                                     acqua di rumore che schizza tra denti affamati per
               farsi slavare fuori e far spazio,
                                                                            nettandomi tutto
                                                 occupando il palato fino a non saperne più il sapore,
                                                                              a mancare la forma con l' occhio

  sconvolto dall'eleganza dei sensi uccisi
per una riga esatta nel posto sbagliato,
                    fermo a succhiare dita sporche di istante senza nulla cavare che

                           vuoto
                                         resto

                                     incoscienza d'animale


                                               assoluzione spersa in pieni a buon rendere

                             altre parole
scrive thespleen alle 14:14 | link | commenti (4)


20/03/2005

 

Lobodilattice ha il piacere di ospitare  Sabrina Priolo   [Lady Lazarus]

"NON c'è TRUCCO"         

Daccapo.

Esauriti i dispiaceri
mi dedico agli sbagli.

Sono particolarmente abile a riguardo
e i guai fanno anche abbastanza scalpore
per poterne ricavare qualche riga
da scrivere e compatire.

Mi sono data un’occhiata intorno
e so bene
di non essere seconda a nessuno
nel commettere errori,
nessun avversario da temere.

Qualche complice inconsapevole e divertito,
casomai.

Da ottima prestigiatrice
faccio scomparire in un attimo
ciò che di più buono possiedo,

e,

vera magia,

non c’è alcun trucco
a mia discolpa.

Solo accidia,
birra,
noia,
e forse

un po’ di tristezza.

Et voilà.

 

"ESSENZIALE è FARSI TROVARE"

 Meno male.
Temevo di aver perso tutto per strada.
E invece mi ha seguito fino a casa.
L’arcobaleno, intendo.
Un gigante di arco,
una virgoletta coloratissima che sorprende l’infinito,
il mio vestito nuovo che ripongo sino alla fine del lutto.
Se poi non saprò indossarlo
- dopotutto sono stata disegnata in bianco e nero –
poco importa davvero,
perlomeno però
voglio trattenerne il riflesso cangiante
tra i segreti dell’iride opaco,
poi,
seduta sull’orizzonte,
aspetterò che il sole cali,
e venga a tagliarmi la testa.

 ©SabrinaPriolo

per avere informazioni sull'autore del testo scrivere a lobodilattice@hotmail.com

scrive sileno alle 11:45 | link | commenti (8)


16/03/2005

  "Quanto basta è abbasso"

      Olio su tela 50x100cm

 ©2004 Lsb [*silenzio dei piedi]

scrive sileno alle 19:07 | link | commenti (2)


12/03/2005

Hotelussuria


Orpelli di pelle

inbevono fantasie.

Spopolano amazzoni

nelle notti a metà.

La gamba si flette

si inarca un sopracciglio.

Sui bordi

ciglia addobbate in attesa,

nel mezzo

quattro ruote

portano a massa le vili velleità.

Caleidoscopio

di catarifrangenti

e portafogli aperti.

Alberi e albe

alberghi.

Finestra aperta

sulle stanze neuorpatiche.

nell'atrio via vai

di navigate natiche

e arbre magic

di traverso nel naso.



rintocchi di sciacquone

scandiscono

le ore.



Albe e sipari a seguire,

sbava il guanciale

invano vago

di vano in vano.

Mi sfinisco,

ricado sul divano,

mi svago un po'.

 

in collaborazione con:
prosecco di Valdobbiadene & Focaccia (di quella unta)


scrive raskolnikoveye alle 14:30 | link | commenti (3)


11/03/2005

Get.to.(Down) di colla lustro

.

Morsa di  denti stretti.

.

 Ba(ciare. I)gnare  pelli.

.

Tentennando unghie e vesti.(me)menti. 

.

Si rimane so.spesi

Ferm.I(nermi)

A desiderare.

.

Pun(gono )tando

 le ombre con un dito.

.

Rincorrere l’ ordine.

L’ abbandono.

.

Le scale.

L’amare.

Nascondersi.

.

Serie di parole.

Da scrive( ne)re e (re)citare.

Graffiano cornici.

.

Tutto ciò che c’è attorno poco introduce

al preambolo.

.

Dita nella pelle.

E ancora tonalità di grigio.

.

Distor(te. Inci)sioni.

.

Dita tra le dita.

Vecchio metallo sulla lingua.

.

Piene salivazioni

 Prendono  una velo( atro)cità ottusa.

.

F.orme si districano.

Tra segni.

.

Sospiri logorroici

uno dietro l’altro.

Seguirli

Spiando d.iste(riche. )nsioni.

.

Incastri.

.

Quiete in.

Quando loro.

.

E Lei prende luci tra le mani.

E Lui riconosce profumi lontani.

.

 

 

 

 

scrive Le_Mie_Ciglia_Ballano_il_TipTap alle 19:10 | link | commenti (2)