12/07/2005


                                          KarmaPropaganda
                                         mista su tela 40X50
                                    ©Lsb  [*Silenziodeipiedi]
scrive sileno alle 02:41 | link | commenti (3)


07/07/2005
No al non divorarsi

No ai sorrisi maleodoranti

No al corpo vissuto senza cedimenti

No alle parole inutili

No alla mancanza di stile

No al cedere l'ultima parola

No a un dio superiore d'ogni uomo fatto, carne e sputo

No a una mano debole

No all'acqua ferma

No all'utilità di tutte le parole contenute

No alle leccate di fica prive d'arte

No al mangiare veloce

No ai piatti riscaldati

No ai baci a occhi aperti

No alle lacrime asciutte

No ai bocconi a stento trattenuti

No alla superficie pietoso involucro

No al creare senza budella

No alle distanze calcolate

No all'ipocrisia delgli abbracci veloci

No al disamore sensoriale

No al preservarsi, per cosa, per chi

No all'essere imparati in tutto

No ai pompini di scarsa fattura

No all'arte spiegata

No all'incattivirsi in case d'altri

No alle comunità prive di comunione

No al controllo compulsivo

No alla pietà del cemento

No all'essere di tutti

No all'ubiquità necessaria

No all'assenza di pazzia

No all'involucro del consenso altrui

No alla gravità

No
scrive thespleen alle 20:08 | link | commenti (2)


05/07/2005

può succedere a tutti dopo pranzo

Pulisco con cura le posate d’argento che mi hanno regalato
per il secondo anniversario di matrimonio.
Le forchette riflettono la luce del sole che sta tramontando
E il cucchiaio raccoglie riccioli di polvere ballerina
Nell’aria attorno a me.
Le lame traslucide dei coltelli
Imbarazzano il lento fluire del tempo
In anni di baci e carezze a poco a poco sterilizzate dall’abitudine.
La tavola è rettangolare,
sedie ad ogni lato, quasi a voler contenere l’attitudine domestica
di costringere persone a mangiare nel silenzio,
rotto soltanto da ridicoli gorgoglii
di un pranzo cucinato in fretta e divorato ancora più velocemente.
Resti unti si dilungano nei piatti finemente cesellati
Da artisti di cui non saprò mai il nome.
Mia moglie ha affettato verdure, in particolare pomodorini
(ogni tanto se ne infilava qualcuno in bocca),
lanciando occhiate stravaganti fuori dalla finestra.
Il giardino sussurrato di neve,
gli alberi gravidi di ghiaccio,
le impronte lievi di un uccello accarezzano il pack sinuoso.
Da qualche parte una scatoletta di fiammiferi aperta…
Bicchieri mezzi vuoti sporchi di rossetto,
minuscole gocce di vino vergine posate sul ciglio quasi danzando.
Tovaglioli arrotolati con cura distratta
Rasentano il parossismo surreale
Gelato all’interno di quelle rose di cartapesta.
Timida curiosità di vedere cosa abbiamo scordato al loro interno.
Ascolto musica classica da un impianto stereo
Reduce dai miei anni di fidanzamento.
È sempre lo stesso cd, Bach,
riempie di asciutta malinconia ogni parte della casa.
Mia moglie è incinta e sta partecipando a un corso
Per future mamme.
Da un po’ di tempo nei suoi occhi intravedo
Il sorriso di mio figlio.
Sulle mensole accanto al tavolo ci sono delle foto
In chiaro scuro perlaceo…
Una vacanza addormentati all’ombra delle piramidi
Con dita mollemente naufragate nelle acque del Nilo…
Il capodanno a Parigi a rimboccarci la schiena
Di frullati al rosmarino.
Ieri notte abbiamo fatto l’amore,
venendo più volte nello stesso orgasmo,
poi le ho raccontato una fiaba né triste né allegra,
solo la storia che lei desiderava sentirsi dire.
Mia moglie ha ventisei anni, io trenta
E sto lavando i piatti,
regalo di qualche festa passata in famiglia.
Il lampadario di cristallo tintinna debolmente.
Fa freddo…
Sono inzuppato dalla testa ai piedi di benzina.
Fischietto, storpiando Bach,
mentre accendo, con stile e noncuranza,
il primo fiammifero…

[*pazzia in affitto]

scrive FetoMobile alle 12:43 | link | commenti (2)


03/07/2005



                                                        ------
                                             olio su tela 50X70
                                       ©Miriam Fellini     [*Morfina]
scrive sileno alle 22:42 | link | commenti (2)


01/07/2005

Saint Huck

fruscii di vernice
scolano dal mezzo.
nel caso pieno
si vuotano i bicchieri nel cassetto,
nel vuoto
si dimezza la portata.

conti alla mano,
la corsia si restringe in lavatrice.
Fumo nudo
crude pareti,
l'estremo spavento.

bianco e' l'odore

Il rovescio della madeglia
distribuito in piccoli fascicoli
-nasi sghembi-
accende e spegne,
fulmina,
spie sul cruscotto.

oh, non voltarti.
c'e' un sole che chiude gli occhi.
da soli e' piu' facile elucubrare la punta alle idee.

achtung,
"punti infiniti
sulla capocchia di uno spillo"

achtung.

scrive raskolnikoveye alle 01:39 | link | commenti (3)