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KarmaPropaganda
mista su tela 40X50
©Lsb [*Silenziodeipiedi]
No ai sorrisi maleodoranti
No al corpo vissuto senza cedimenti
No alle parole inutili
No alla mancanza di stile
No al cedere l'ultima parola
No a un dio superiore d'ogni uomo fatto, carne e sputo
No a una mano debole
No all'acqua ferma
No all'utilità di tutte le parole contenute
No alle leccate di fica prive d'arte
No al mangiare veloce
No ai piatti riscaldati
No ai baci a occhi aperti
No alle lacrime asciutte
No ai bocconi a stento trattenuti
No alla superficie pietoso involucro
No al creare senza budella
No alle distanze calcolate
No all'ipocrisia delgli abbracci veloci
No al disamore sensoriale
No al preservarsi, per cosa, per chi
No all'essere imparati in tutto
No ai pompini di scarsa fattura
No all'arte spiegata
No all'incattivirsi in case d'altri
No alle comunità prive di comunione
No al controllo compulsivo
No alla pietà del cemento
No all'essere di tutti
No all'ubiquità necessaria
No all'assenza di pazzia
No all'involucro del consenso altrui
No alla gravità
No
può succedere a tutti dopo pranzo
Pulisco con cura le posate d’argento che mi hanno regalato
per il secondo anniversario di matrimonio.
Le forchette riflettono la luce del sole che sta tramontando
E il cucchiaio raccoglie riccioli di polvere ballerina
Nell’aria attorno a me.
Le lame traslucide dei coltelli
Imbarazzano il lento fluire del tempo
In anni di baci e carezze a poco a poco sterilizzate dall’abitudine.
La tavola è rettangolare,
sedie ad ogni lato, quasi a voler contenere l’attitudine domestica
di costringere persone a mangiare nel silenzio,
rotto soltanto da ridicoli gorgoglii
di un pranzo cucinato in fretta e divorato ancora più velocemente.
Resti unti si dilungano nei piatti finemente cesellati
Da artisti di cui non saprò mai il nome.
Mia moglie ha affettato verdure, in particolare pomodorini
(ogni tanto se ne infilava qualcuno in bocca),
lanciando occhiate stravaganti fuori dalla finestra.
Il giardino sussurrato di neve,
gli alberi gravidi di ghiaccio,
le impronte lievi di un uccello accarezzano il pack sinuoso.
Da qualche parte una scatoletta di fiammiferi aperta…
Bicchieri mezzi vuoti sporchi di rossetto,
minuscole gocce di vino vergine posate sul ciglio quasi danzando.
Tovaglioli arrotolati con cura distratta
Rasentano il parossismo surreale
Gelato all’interno di quelle rose di cartapesta.
Timida curiosità di vedere cosa abbiamo scordato al loro interno.
Ascolto musica classica da un impianto stereo
Reduce dai miei anni di fidanzamento.
È sempre lo stesso cd, Bach,
riempie di asciutta malinconia ogni parte della casa.
Mia moglie è incinta e sta partecipando a un corso
Per future mamme.
Da un po’ di tempo nei suoi occhi intravedo
Il sorriso di mio figlio.
Sulle mensole accanto al tavolo ci sono delle foto
In chiaro scuro perlaceo…
Una vacanza addormentati all’ombra delle piramidi
Con dita mollemente naufragate nelle acque del Nilo…
Il capodanno a Parigi a rimboccarci la schiena
Di frullati al rosmarino.
Ieri notte abbiamo fatto l’amore,
venendo più volte nello stesso orgasmo,
poi le ho raccontato una fiaba né triste né allegra,
solo la storia che lei desiderava sentirsi dire.
Mia moglie ha ventisei anni, io trenta
E sto lavando i piatti,
regalo di qualche festa passata in famiglia.
Il lampadario di cristallo tintinna debolmente.
Fa freddo…
Sono inzuppato dalla testa ai piedi di benzina.
Fischietto, storpiando Bach,
mentre accendo, con stile e noncuranza,
il primo fiammifero…
[*pazzia in affitto]
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olio su tela 50X70
©Miriam Fellini [*Morfina]
Saint Huck
fruscii di vernice
scolano dal mezzo.
nel caso pieno
si vuotano i bicchieri nel cassetto,
nel vuoto
si dimezza la portata.
conti alla mano,
la corsia si restringe in lavatrice.
Fumo nudo
crude pareti,
l'estremo spavento.
bianco e' l'odore
Il rovescio della madeglia
distribuito in piccoli fascicoli
-nasi sghembi-
accende e spegne,
fulmina,
spie sul cruscotto.
oh, non voltarti.
c'e' un sole che chiude gli occhi.
da soli e' piu' facile elucubrare la punta alle idee.
achtung,
"punti infiniti
sulla capocchia di uno spillo"
achtung.









