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Ci sono tanti modi di lottare,
o sopravvivere.
©Lsb
ABRACADABRA
Prendete un pizzico di sale e gettatelo alle vostre spalle abracadabra si materializzerà davanti a voi lo schema di via d'uscita dai vostri problemi entrate in quella farmacia versate ancora una volta quei dieci euro e cinquanta alla magnifica Carter Products Ldt che produce il veloce efficace sicuro fin dal primo giorno di ritardo test di gravidanza Confidelle Progress ora guardate il bastoncino magico e regalategli una cascata dorata di sentimenti sgranate gli occhi accendetevi una sigaretta mentre attendete quei fatidici tre minuti e intanto magari pensate ad un nome maschile/femminile che non stoni con il cognome di lui oppure fate le parole crociate se vi pare l'importante è che quando poserete di nuovo gli occhi sul bastoncino magico una sola linea rosa colorerà il vostro brillante futuro di donna single in carriera senza marmocchi tra le palle e cosi ancora una volta il fato o chi ne fa le veci (leggi Dio) è stato clemente nei vostri confronti ora squilla il telefono chi sarà mai oddio ancora quell'uomo ma perchè non mi lascia in pace visto che a giorni si sposa appiccicate la cornetta all'orecchio e sentitelo mentre si lagna sono in crisi cosa sto facendo mi sta venendo l'ansia da sposo novello allora voi vi armate di tutta la pazienza del mondo e gli suggerite un escamotage cinematografico fuga su un airbus70 gentilmente messo a disposizione dalla compagnia aerea Alitalia il giorno delle nozze destinazione ignota ma suggerite un posto molto lontano visto che nelle vene della novella sposa scorre sangue siciliano al cento per cento non zuccherato
Entrate in quella concessonaria sistematevi la minigonna che mentre camminate sale vertiginosamente verso il cielo sorridete e chiedete c'è Christian vorrei parlargli sono sua cugina vi faranno attendere qualche minuto in una saletta asettica con Quattroruote e vari deplian sparsi su un tavolino bianco eccolo il vostro uomo in giacca e cravatta non lo vedete da anni ma lui vi riconosce subito vi viene incontro e caloroso vi abbraccia mentre butta lì un andiamo nel mio ufficio? e ora suvvia recitate il vostro ruolo di vittime venticinque anni e neanche uno straccio di macchina che ne so una punto una panda scassata qualsiasi cosa vi permetta di muovervi insomma e lui che sta zitto e lui che vi guarda allora rincarate la dose ti sembra giusto che mio fratello vada in giro a fare il puttaniere su una spider rossa cabrio e io pedalo arranco su una bicicletta da uomo comprata alla fiera di senigallia più di ventanni fa ed ora fermatevi chinate la testa sospirate lui comincia a sciogliersi lui comincia a provare pena o per lo meno solidarietà e con piacere esclama non c'è problema ti presto una macchina per sei mesi
e voi vi alzate e lui vi guarda le gambe
e voi lo abbracciate stretto stretto e lui diventa rosso rosso
Tornate a casa prendete la saliera e gettatela dalla finestra abracadabra nella vita bisogna saper destreggiarsi fra il bene il male la sincerità la menzogna le concessionarie e le farmacie per ottenere tutto quello che vi passa per la testa di desiderare
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© Stefania Castoldi
N. I
mastico, della tua bocca ogni parola e fatta carne io
di te mi arrendo, quasi foglia, mentre qua si è
notte in un modo tuo che stona e vibra e dico
mentre chiudi la pelle dentro le labbra e le pareti
trattieni il fiato, e un pezzo di mollica umida, a morsi il pane
tu chiudi, gelando così tutto il fiato intorno, rarefatta d'ossigeno
ridendo dico : ho smarrito la via di casa. Dentro. Così, tu riapri
la bocca tua, la mia, dove porta e mi ridi: e io ne muoio,
ridendone e accomodandomi.
IAM
©Isabella Anna Matera
[*Come ciliege bucate]
Il viaggio senza biglietto Non mi parli più, è colpa degli occhiali scuri che perdono i treni e le parrucche che si incastrano nelle portiere di macchine verdi come i capperi che non so che gusto hanno, e forse non lo saprò mai.
E poi c'è di mezzo un tragitto che seppur metropolitano nell'intenzione non sa di che numeri parla, e l'afa della gente che respira e guarda a terra e poi fissa e poi a terra, e non sa che io arrivo per venire da te che non so se poi mi apri la porta o ti metti a saltellare o stai zitto e mi versi da bere e basta, e io non vedo l'ora e l'ora non vede me. E io non vedo te perchè non mi guardi.
E magari non sei davvero a casa. Ma io ci sono e faccio finta che dobbiamo ricominciare dalle prime battute e ti dico di leggere Queneau mentre strabuzzi gli occhi perchè lo stai già leggendo, e tra un po’ mi dici di stare zitta, ma io so parlare in silenzio anche e oggi parlo perchè il vino rosso è rosso, e c'è un Corvo che voglio che mi aspetti lì dov'è.
E ci sono sigarette che aspettano di essere fumate, e parole e suoni e respiri che devono evaporare in stanze e penombre che ti appartengono e a cui voglio appartenere per qualche minuto, e risotti da far scuocere mentre il burro si scioglie nelle mani distratte e nei singhiozzi impressi in pellicole trasparenti che nascondi nei cassetti mentre mi disegni con una mano e con l'altra gesticoli e quando ti stanchi canticchi e strimpelli e io mi addormento e tu mi guardi e ti addormenti, e io mi sveglio e ti guardo addormentato e ti sveglio quando ti sento russare e voglio che mi spalmi la marmellata sulle dita perchè non hai comprato il pane e devo fare colazione che poi riparto perchè so fare solo avanti e indietro. E tiro sospiri e me ne vado. Mentre me ne vado senza voltarmi perchè ho gli occhi lucidi di già, tu mi dici “di già?” Ed io ti dico che non è vero. 24/07/2005 Buenos Aires

Porcelain Doll
Photo by Alessandro Ansuini
Vision III: Scissors
© lunadirimmel
CORPO CRISALIDE
la faccia di membro
suona da alveoli,
manna davvero,
lascerà ali bellissime
e una certa durezza
nel sapore di molecola nuda,
villi scorticati di farfalla,
una barba dei sensi senza nome.
Quest'alambicco di carne non posizionato,
questa debolezza ibrida,
fantoccio
dalla volontà atona ma ingorda
ha cacato ogni chiave, deliberato
un nuovo ordinamento:
i bordi del mare notturno
i baci della stagione
e arrivarono le bestie rosse a mordermi la gola,
a soffiarmi nei buchi di forza del fusto,
sollevandomi le squame
del sacco vuoto
un raspare lento,
picchiettare di saliva
sulla nuca stracciata,
senza tempo
perchè ogni vino scarlatto
e cibo,
dicevano di un
tumulo per ali
nella teca malferma dei
giochi sensibili
Quand'era giorno o non più notte, due corpi
che davano e due disfacevano,
zolfo,
e delle bestie non restò che un tocco,
fuoco elettrico depensato
lucido
nettato d'ogni smerdatura
che galleggia nelle vertebre
del caso
-
le labbra lacerano morbidezza a ingoiarne ancora:
seguiterei dove ognuno ha ciò che perde,
e non può trovandosi; quell'istante di piacere,
quando muta la polpa,
dove si è tutto e non si è più.

di un cuoio d'aria masticato,
dove il vuoto
è una volata e discende,
sviva
lune d'acqua in brividi di vetro,
sole armato di ferro,
legione lambita
che s'arriccia, una lingua increspa
e gonfia,
fresca,
denti taciuti nella preziosa richiesta di non esserci.
offese dita, scompiglio,
perdete serrate il vostro più sbornione apprendista,
culo ficcato in pali di sobrietà
Perchè cartelli? Meglio farne stralci che s'annodino come monelli al gioco,
tumulo divenuto sogno
meglio non pensare affatto,
Meglio... un nodo.
Ai capelli nudi, dice un oratore, un'amica, un raro avventuriero...
puttanella dal conto smoncicato
il suo trasformare è nebbia
mondare la vita
priva d'organi
del fumo,
dai legami.
Questi intendono meglio, da una carne,
il silenzio abitato.









