03/03/2006

E' la notte
il monologo peggiore,
quando m'incrino
sentendo il buio staccarsi
dal cielo e inarcarsi
fra le vertebre


Quando luci spente
donano all'anima
il colore che merita,

il ricordo che seguita
per schiudersi nudo
in atmosfere socchiuse,
scolpite d'inganni in
cuore ad angoli
in paure
in bisogni

mancanze.


E non c'è amore
nel peso di sbagliare
morto sul grembo,
che si benpensa dormiente
come incubo part-time
a sigillare l'inverno
d'occhi ormai liquidi

e troppi brividi,
accavallando ore in anni
in silenzio, pensando,
potrò mai perdonarmi?


La notte
mi sento invecchiare
violentando altri giorni,
nel buio che
affoga il sorriso
slacciando sangue
da memorie aperte

scoperte di sogni.


© lunadirimmel

scrive FiloDelRicordo alle 12:53 | link | commenti (5)